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1 agosto 2010

www.sicontroilnucleare.tk

Nascerà Venerdì 6 Agosto alle ore 10:00 presso il Bastione Saint'Remy di Cagliari, il Comitato SI CONTRO IL NUCLEARE IN SARDEGNA, il Comitato promosso da Fare Verde per dire Si contro il nucleare e contro l'ipotesi di portare in Sardegna le scorie nucleari.

Nel frattempo è attivo il sito

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22 gennaio 2009

LA VITTORIA DEL NUCLEARE E' LA VITTORIA DELL'INERZIA

Di Andrea Pili

Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, già da tempo ha reso noto l’impegno del governo al fine di riattivare l’energia nucleare nel nostro paese. Lo stesso ministro del Pdl ha rivendicato l’idea di tagliare le bollette per i cittadini di quei comuni che ospiteranno l’installazione dei nuovi impianti per la fissione dell’atomo. Tutti i tifosi del nucleare hanno ormai sposato la tesi per cui, dopo il crollo del petrolio, solo il ritorno al nucleare potrà garantire il mantenimento dei consumi energetici degli italiani. Ma ne siamo proprio certi?
I dati che ci vengono forniti da Legambiente riguardo i consumi energetici degli italiani segnalano che, per quasi la metà di questi, vi è l’influenza diretta dei cittadini. Il 25% del consumo energetico nazionale è prodotto dall’utilizzo di elettrodomestici (specie frigoriferi e condizionatori) e gli strumenti di illuminazione, mentre per il 22% è causato dai trasporti. Ogni singolo cittadino, quindi, potrebbe dunque contribuire fortemente alla limitazione dei consumi e dell’inquinamento ad essi connesso. Per esempio l’adozione di particolari vetri per l’isolamento termico e la coibentazione delle pareti esterne permetterebbero di risparmiare nell’uso di stufe e condizionatori. Inoltre l’utilizzo di lampade a basso consumo, l’uso responsabile dell’illuminazione e dei mezzi di trasporto sarebbero ulteriori azioni contro lo spreco di energia.
Verrebbe dunque spontaneo chiedersi cosa abbia spinto il nostro governo verso l’energia nucleare e per quale motivo non abbia incentivato una saggia propaganda contro lo spreco energetico. La responsabile si chiama inerzia. Inerzia del potere, travestita da “progressismo del nucleare”, che causa l’ignoranza e l’egoismo delle masse. Questo aspetto trasversale del potere è ormai noto: aggirare i problemi è più conveniente che risolverli; cercare la soluzione adatta al momento- magari basandosi su un sondaggio- contro quella più utile a lungo termine dimostrando di essere portatori di una politica populista anziché popolare. Per esempio il precariato è una manna per chi non vuole risolvere il problema della disoccupazione e alla proibizione delle droghe non viene corrisposta una propaganda seria per spiegarne i rischi. Allo stesso modo questo governo ha preferito scegliere scelleratamente il ritorno al nucleare anziché lottare contro gli sprechi dei consumi quotidiani generatrici dell’inquinamento. Berlusconi ha dimostrato di puntare sul falso progresso anziché su quello vero: le energie rinnovabili e la ricerca ad esse connessa. Inoltre, le recenti norme per sbloccare le “grandi opere”- specie quella che prevede solo un risarcimento per chi dovesse vincere una causa contro un progetto di costruzione- lasciano presagire uno scontro duro per chi si dovesse opporre alla costruzione delle centrali.
L’inerzia del potere si mostra anche nella volontà di difendere a tutti i costi un sistema energetico centralista, volendo rendere i cittadini avulsi dalla propria terra e perseguendo uno sviluppo alieno dal territorio. Il progresso delle civiltà è avvenuto anche grazie allo sviluppo del sistema energetico. Per questo scegliere l’energia rinnovabile significa guardare ad un inevitabile futuro - anche l’uranio non è eterno- ma anche porre le basi per una nuova forma di aggregazione sociale comunitaria. Significa ripensare il legame tra l’individuo e la sua terra; pensare allo sviluppo come un uso cosciente delle proprie risorse; realizzare un federalismo reale che tenga conto delle peculiarità di ogni terra della nostra nazione.
La vittoria del nucleare sarebbe la vittoria dell’inerzia del potere e di tutti i cittadini. La lotta contro il nucleare è propria dei cittadini responsabili, coscienti del fatto che le centrali servirebbero a mantenere gli sprechi e non certo i bisogni, che affermano la loro importanza. Contro il nucleare bisogna opporre la presenza della coscienza nazionale nelle nostre azioni ordinarie. Tutti noi possiamo fare molto contro lo sperpero dei consumi e quindi dimostrare la nostra predisposizione al futuro e la nostra natura di uomini, cittadini. Diciamo no al nucleare! Opponiamoci a chi vuole trasformarci in consumatori egoisti e schiavi.

10 giugno 2008

No al Nucleare - sul sito destrasociale.org leggi lo speciale

E' stato pubblicato oggi un reportag completo contro il nucleare promosso dal sito www.destrasociale.org , a cui hanno scritto diversi esponenti della Destra Sociale.


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L'ENERGIA PULITA CHE PIACE AL MERCATO di Omar Kamal

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INTERVISTA A MASSIMO DE MAIO (Pres. Fare Verde) di Omar Kamal

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DAL 1987 A OGGI, LE PROSPETTIVE PER IL FUTURO di Michele Scarfone

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INTERVISTA A GIUSEPPE ONUFRIO (dir. Campagne Greenpeace) di Omar Kamal

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LA RIPROPOSIZIONE DEL CONFORMISMO ALL'ITALIANA di Davide Mele

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SE LO STIVALE RESTA A SECCO, IN SARDEGNA S'ACCENDE LA LUCE di Simone Spiga



Buona lettura

4 giugno 2008

Incidente in centrale nucleare slovena

È di pochi minuti fa la notizia secondo la quale la Commissione Europea ha ricevuto la segnalazione di un incidente nella centrale nucleare di Krsko (Slovenia). È già stata attivata la procedura di sicurezza per lo spegnimento dell’impianto.
Il messaggio d’allerta sembra sia arrivato alle 17.38 e al momento di diffondere la nota (ore 18.27) la potenza del reattore era stata già ridotta al 22%.

Secondo quanto riferito sempre Commissione, si è verificata una perdita di liquido dal sistema di raffreddamento principale della centrale nucleare. L’incidente è stato segnalato a Bruxelles attraverso il sistema di allarme nucleare rapido Ecurie, con il quale l’esecutivo Ue ha successivamente informato tutti gli Stati membri. La Commissione assicura che «il team d’emergenza della Direzione generale Trasporti ed Energia (Tren) rimane all’erta fino a quando non arriveranno ulteriori informazioni e la situazione sarà pienamente sotto controllo».

"Non c'è stata alcuna perdita nell'ambiente" - ha detto un portavoce della Nek, la società che gestisce la centrale nucleare di Krsko - "la fuoriuscita si è verificata all'interno della struttura del reattore. È stato avviato il processo di spegnimento che avviene per fasi e sarà ultimato entro questa sera. Allora sarà possibile ispezionare il sito per verificare la situazione".
Si spera che non si ripeta il caso dell'incidente alla centrale nucleare giapponese di Kashiwakazi-Kariwa verificatosi il 16 luglio 2007: anche il quel caso i gestori della centrale minimizzarono l'incidente per poi smentirsi poche ore dopo.

Quella di Krsko è l'unica centrale nucleare della Slovenia e funziona con un reattore Westinghouse da 632 MW che fin dall’inizio dell’attività, iniziata nel 1983 con 5 anni di ritardo sui tempi previsti, a causa di disfunzioni tecniche, ha manifestato numerosi problemi di funzionamento. La centrale nucleare dista solo 150 km dalla città italiana di Trieste (130 km in linea d'aria) e 230 km da Venezia, è costruita in una zona che, per la presenza di faglie, risulta a alto rischio sismico e, per questo motivo, potrebbe non resistere a una scossa sismica superiore al VI° grado della scala Richter.
La centrale dovrebbe chiudere nel 2023, ma la situazione non è per niente a buon punto: per lo smantellamento occorrono un miliardo e 700 milioni di euro, mentre sono stati accantonati finora solo qualche centinaio di milioni di euro. Inoltre, Slovenia e Croazia che sono proprietarie al 50% della centrale, oltre a risolvere i problemi economici legati alla dismissione della centrale, devono accordarsi su dove sistemare le scorie radioattive.
Nonostante il 2023 sembri lontano, si prevede quindi, che la vita della centrale sarà allungata. Addirittura si pensa di raddoppiare l'impianto, investendo in un ampliamento invece che nella dismissione.

[ VISUALIZZA LA CENTRALE SULLA MAPPA ]

22 dicembre 2007

Nucleare: non è la paura ma il buonsenso a farci dire di no

Si è svolto giovedì scorso a Roma il convegno "Energia e Nucleare, il futuro dell'Italia" promosso dalla fondazione ''Liberal'' di Adornato, ''Formiche'' di Paolo Messa e la fondazione di Gianfranco Fini ''Fare Futuro''. Al convegno hanno partecipato gli esponenti del centrodestra Pierferdinando Casini e Gianfranco Fini. Ospite d'onore l'Amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti che sull'impiego di centrali nucleari ha dichiarato di essere "pronto a rispondere ad una chiamata dal sistema''.
Si è trattato dell'ennesimo exploit demagogico di un centrodestra che da mesi sta pericolosamente adottando il ritorno al nucleare come tema elettorale e che rischia di trascinare in questa folle avventura altri pezzi di politica italiana sia di destra che di sinistra. Adolfo Urso di AN su questo punto è stato chiarissimo: ''E' un tema che rappresenta un banco di prova per il Pd, speriamo che si liberi del demone del non fare. Vedremo se intendono seguire l'esempio dei loro partiti fratelli, europei e non, tutti favorevoli al nucleare, oppure fare in modo che il nostro Paese rimanga l'unico rappresentate del G8 a non produrre energia atomica".
Scontata la litania delle dichiarazioni rilasciate dai partecipanti: "l'Italia non può restare indietro", "così si blocca lo sviluppo", ...
Nessuna proposta, invece, per risolvere il problema dello stoccaggio delle scorie, nè alcun riferimento al fatto che l'uranio è una risorsa scarsa e non rinnovabile, dunque della stessa natura del petrolio, che ormai viaggia sui cento dollari al barile, e accomunato ad esso dallo stesso destino di esaurimento e lievitazione dei prezzi.
Nessun riferimento neanche ai costi esorbitanti che l'Italia dovrebbe sostenere per costruire centrali "sicure" e per smantellare in altrettanta sicurezza le centrali dismesse, né ai tempi lunghissimi necessari per la costruzione delle nuove centrali.
Ricordiamo che ad oggi neanche la Francia ha un deposito definitivo per le scorie e che l'Italia è ancora alle prese con lo smantellamento delle sue centrali costruite alla fine degli anni '50 e dismesse a partire del 1981 (dunque prima del referendum!).
Ovviamente, nessuno ha parlato del rischio di dipendenza tecnologico-economica dall'EDF, la società elettrica di stato francese che da tempo ha iniziato la sua campagna di vendita in Italia per far fruttare il suo know-how.
Ci si è limitati al solito riferimento alla paura che ha spinto gli Italiani a votare NO al nucleare nel 1986. Una paura che ha coinvolto anche Fini, ma che oggi, a suo dire, va superata.
Fare Verde dice no al nucleare non per paura, ma per buonsenso. Non si può continuare a parlare di fonti approvvigionamento, rinnovabili o nucleari che siano, senza mettere mano all'efficienza con la quale utilizziamo l'energia.
Una decina di giorni fa TERNA, la società responsabile della trasmissione dell'energia elettrica su tutto il territorio nazionale ha annunciato un'opera di manutenzione straordinaria che eliminerà sprechi sulla rete per 4.600 MW: più del doppio della mega centrale di Civitavecchia. Una conferma del fatto che la più grande e pulita fonte di energia sono il risparmio e l'efficienza.
L'uso che facciamo dell'energia, quello sì, è indegno di un paese tecnologicamente avanzato e rischia di farci restare ancora a lungo in una situazione di arretratezza.
Ma il buonsenso, si sa, non appartiene alla politica italiana.


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permalink | inviato da sardegnanonconforme il 22/12/2007 alle 15:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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